Zaha Hadid , Heydar Aliyev Center, 2007

Zaha Hadid , Heydar Aliyev Center, 2007
Zaha Hadid , Heydar Aliyev Center, 2007

lunedì 15 settembre 2014

Seabag, la borsa impermeabile made in Palermo conquista gli USA

A Miami Beach sta spopolando tra i surfisti. E il 16 Settembre, farà il suo  ingresso nel cuore pulsante della Grande Mela, con una presentazione ufficiale alla Morgan Stanley Bank di New York. Si chiama Seabag Original Underwater, è una borsa subacquea portaoggetti, tonda, coloratissima,   a tenuta stagna,   l’idea e la produzione sono rigorosamente “made in Palermo”. Il telo, che fa parte della collezione 2014 è realizzato in tecnofibra da 340 gr a metro quadrato, e diventa, una volta arrotolato, esso stesso il sistema di trasporto della borsa, trasformandola in tracolla, monospalla o marsupio. Di forma circolare permette di rimanere sdraiati evitando continui orientamenti verso il sole. Ed è anche un pareo da legare in vita sopra il bikini per camminare sul bagnasciuga senza imbarazzo ma senza ulteriori ingombri. La particolarità è la tenuta stagna ed il fatto che all’occorrenza può essere gonfiata, grazie all’apposita valvola di non ritorno, per essere utilizzata come comodo cuscinetto o per farla galleggiare. È composta da tre strati sigillati ermeticamente che costituiscono la camera d’aria e lo strato contenitore dotato di una particolare cerniera, la Tzip, unico pezzo importato in Germania di un manufatto per il resto interamente made in Sicil A lanciarla  sul mercato, è una coppia di imprenditori palermitani, Giuseppe Lucido, 50 anni, studi in giurisprudenza, un passato al marketing di aziende multinazionali e  Rosanna Lo Dato, 49 anni, architetto, che hanno fondato due anni fa la Siestas srl. Grazie alla pubblicità   sul web,   e una rete di rivenditori e distributori in Italia e negli Stati Uniti e da pochi mesi anche in Australia, dall’anno scorso, la borsa è diventata un accessorio molto richiesto nelle spiagge di tutto il mondo, dalla Spagna al Brasile. Oggi, la società distribuisce  200 pezzi al mese, realizzando oltre il 50 per cento della  produzione per l’estero. 

domenica 7 settembre 2014

Neri Oxman disegna una chaise longue usando la stampa 3D

La chaise longue, chiamata "Gemini", disegnata dall'architetto, designer e professore al M.I.T. Neri Oxman, è composta da 44 differenti materiali stampati in 3D, dentro un involucro di legno che crea una poltrona con schienale reclinabile. Il design è composto da una serie di gomme sintetiche, come dei noduli, in varie sfumature di magenta, giallo e arancione, le quali sembrano emergere dalla struttura lignea. "Gemini" nasce dalla complessa e contraddittoria relazione tra gemelli, la sua geometria speculare, rappresenta la dualità che guida la loro natura, così come la miscela di materiali naturali e sintetici. L'interno della "Gemini" è fatta da una pelle stampata in 3D che usa tre differenti tipi di plastica e gomma, i quali creano 44 differenti composizioni. Ogni materiale ha la sua differente gamma di rigidezza e colore, ed è progettato per fungere da cuscino. Le  superfici curve della sedia,  tendono a riflettere e spandere il suono nella pelle 3D, la quale assorbendolo  crea un ambiente calmo e sereno. Il guscio esterno è fatto da una corazza di legno macinato e compattato, che segue perfettamente il contorno del corpo, con una profonda seduta, e una testa curva, che fa immergere l'utente in questo ambiente riposante e, contestualmente, aiuta a schermare i suoni esterni. 
Questa è la versione "Alpha", disegnata in collaborazione con il Professore W. Craig Carter, ed è in esposizione al "Le Laboratoire", centro di arte e design a Parigi, la versione "Beta", invece, verrà rilasciata nel mese di Settembre.

Carlo Gibiino





giovedì 28 agosto 2014

Un bar dove si respira aria pulita

Disegnato da Penda-designhouse, a Beijing, il sistema modulare è pensato per poter essere applicato ad altri bar, basandosi sull'idea di creare spazi dove poter respirare aria pulita nella zona metropolitana altamente inquinata della Cina, i progettisti hanno incorporato piante che purificano l'aria ed erbe aromatiche che si sposano con l'odore del caffè. Il bar è pensato, non solo per accogliere persone che sono alla ricerca della qualità del caffè, ma anche per godere di questa oasi verde nel cuore di una città particolarmente inquinata. I vasi in legno, sono sorretti da una struttura in acciaio, tipicamente usata nel cemento armato. I progettisti ripropongono questo concetto, saldando le barre di acciaio in cornici cubiche, creando moduli che possono essere riconfigurati per dividere gli spazi in modi differenti. Il risultato è uno spazio flessibile che separa l'area "open" del bar, dall'accogliente area relax, ed incorpora la zona dei servizi.Le piante di diverse specie (edera, vite, falangi ecc...), ognuna con modi e tempi di crescita differente, sono incoraggiate a coprire gradualmente la struttura in acciaio a griglia, la quale incorpora l'illuminazione e le mensole piene di libri. L'intonaco è lasciato grezzo e colorato di nero opaco, rifinito da divani in pelle, superfici in legno delle mensole, e altri complementi d'arredo. L'unica nota di  colore presente, è data dalle piante, e da qualche sedia di Jean Prouve, in versione rossa, sparpagliata per il locale. 










lunedì 25 agosto 2014

Ostuni: la Casa della Musica, un esempio di riqualificazione urbana


Il progetto della Casa della Musica di Ostuni (BR), degli arkitetti flore & venezia con Angelo Cariulo, è risultato vincitore nel 2014 del Premio In/Arch-ANCE Puglia nella categoria Riqualificazione Edilizia e/o Urbana. Il progetto è stato finanziato dal programma della Regione Puglia denominato Bollenti Spiriti. Si tratta di una iniziativa tendente a favorire la riappropriazione di spazi in disuso e di proprietà pubblica da parte delle nuove generazioni.Questo progetto, commissionato dal Comune di Ostuni, prevede il riutilizzo e la progettazione di una parte del convento dei frati Cappuccini che nei secoli ha ospitato il carcere e la caserma dei vigili del fuoco, fino a ridursi a mero deposito.Il progetto ha previsto la riorganizzazione urbana di un tessuto sedimentato e divenuto, a dispetto della sua collocazione urbana, marginale.

La Casa della Musica si apre alla città, non più carcere o caserma, caratterizzati da muri alti che rendevano impenetrabile lo spazio, ma perimetro e quinta di una piccola piazza, agorà, luogo di scambio per la cultura giovanile.Nella biblioteca stretta e lunga, coperta da volta a botte, vengono riaperte le bucature ad arco che negli anni, a seconda degli usi, venivano tamponate e modificate.
Si ripropone così il passo irregolare di un’architettura non progettata, auto-costruita, di un’architettura al margine, cheproprio per questo va tenuta in massima considerazione.


martedì 29 luglio 2014

In Ungheria il primo treno auto-alimentato a pannelli solari

Si chiama “Vili” ed è il primo treno alimentato direttamente a pannelli solari. Servirà una tratta turistica tra due località non distanti dalla capitale dell’Ungheria, Budapest. Con due processori di 7 Kw, Vili raggiunge i 25 km orari, necessari per portare i turisti all'interno di una riserva naturale, riducendo al minimo l’impatto ambientale. L’alimentazione del treno, interamente ideata e prodotta nella stessa Ungheria, sfrutta inoltre l’energia delle frenate. Vili non è – in un certo senso – il primo treno alimentato ad energia solare, dato che tra Amsterdam e Parigi corre il Green Train, alimentato da 16.000 pannelli solari lungo la linea ferroviaria, in grado anche di riscaldare e illuminare le stazioni. Tuttavia, Vili, è il primo treno ad auto-alimentarsi con dei pannelli solari installati direttamente sul tetto.Questo è un piccolo esempio di come la tecnica e la volontà siano in grado di fornire risposte innovative ed ecologiche allo stesso tempo. In italia ci sono migliaia di Km di linee ormai abbandonate che si potrebbero riaprire a scopo turistico, ad andamento lento, per godersi i meravigliosi paesaggi che il nostro Paese offre. "Vili" potrebbe rappresentare un nuovo e alternativo modo per utilizzare delle infrastrutture preesistenti attraverso una nuova prospettiva e promuovere il territorio in maniera "green".

lunedì 21 luglio 2014

E-qbo -Piacenza smart city il cubo tecnologico


E' stato inaugurato venerdì 20 giugno , l’e-qbo allestito in piazza Cavalli (Piacenza), dove resterà nelle prossime settimane, grazie al sostegno di sponsor privati, come simbolo di innovazione tecnologica, sostenibilità e sviluppo nell’ambito della ricerca. La struttura, un vero e proprio cubo i cui spazi interni sono fruibili e visitabili, funziona come accumulatore di energia fotovoltaica la cui forma lineare si è integrata, nei mesi scorsi, con scenari suggestivi come quello di Selinunte e ha rappresentato l’Italia al summit World Future Energy di Abu Dhabi. Progettato dall’architetto piacentino Romolo Stanco e sviluppato dalla start up T°Red in partnership con Rse (Gruppo Gse).,la piccola scatola è in grado di accumulare energia attraverso la sua "pelle" fotovoltaica e di metterla a disposizione gratuitamente alla comunità. e-QBO ha girato il mondo; Sono seguite due importanti manifestazioni internazionali (Innovation Cloud e Made Expo) e un viaggio in Sicilia, all'interno del Parco Archeologico di Selinunte in occasione di Architects meet in Selinunte, importante festival di architettura internazionale. In ultimo è volato ad Abu Dhabi per rappresentare l'Italia al World Future Energy Summit: ICE - Istituto Commercio Estero e i Ministeri degli Esteri e dello Sviluppo Economico lo hanno infatti riconosciuto quale simbolo delle attività e delle proposte per le smart city e il futuro urbano, grazie alla sua capacità di unire energia ed estro creativo.  L'energia viene sfruttata per le funzioni interne del cubo e può essere utilizzata per l'illuminazione cittadina, per connessioni wi-fi, per comunicazioni audio e video interattive, acquisizione e restituzione dati e per la ricarica di apparecchi elettronici e veicoli elettrici.



lunedì 7 luglio 2014

Grazie ai cittadini torna a nuova vita la villetta in via Ferdinando I



Negli ultimi anni l'utilizzo degli spazi pubblici è diventato una delle sfide più significative per le amministrazioni locali che, seguendo l'esempio di grandi città europee e mondiali come Barcellona, Londra e New York, si trovano a dover mediare tra gli interessi di soggetti pubblici e privati, associazioni e rappresentanze dei residenti per migliorare la qualità dei luoghi di vita urbani. Lo spazio pubblico è definibile come ogni luogo di proprietà pubblica o di uso pubblico accessibile e fruibile a tutti gratuitamente e senza scopi di lucro. In quanto dotati di specifiche caratteristiche spaziali, storiche, ambientali, sociali ed economiche, gli spazi pubblici rappresentano i luoghi della vita collettiva delle comunità e un elemento decisivo per il benessere individuale e sociale.Il Movimento Caltanissetta Libera, propone una serie di azioni volte al recupero di spazi ed aree pubbliche ormai degradate e da tempo abbandonate dalle varie Amministrazioni che si sono susseguite. Si sono già svolte le prime operazioni di cura della città, Sabato scorso un gruppo di cittadini, armati di buona volontà ed alcuni attrezzi,supportati dal comitato di quartietre e da Caltambiente, sono scesi in campo per ripulire e ridare nuova vita, ad uno spazio pubblico che era diventato esclusivamente covo di sterpaglie. Coesione sociale e interesse generale sono le parole chiave del progetto avviato dal Movimento Caltanissetta Libera per la cura degli spazi pubblici. Un grande plauso va a tutti coloro che hanno partecipato all'iniziativa e che hanno messo a disposizione il loro tempo e le le loro energie per ridare questo splendido spazio alla città.

Per garantire il pieno sviluppo del progetto,sono necessarie a mio avviso, una serie di azioni che possano supportare in maniera omogenea, il progetto:

1. istituire un Tavolo di coordinamento intersettoriale composto dai servizi dell’amministrazione comunale che interagiscono con le attività del progetto per garantirne un raccordo coerente con le attività della città. Tra le principali funzioni del Tavolo vi è quella di individuare le priorità d’azione del piano, reperire risorse e armonizzare gli interventi previsti con quelli definiti dagli altri servizi comunali ed enti.
2. un’azione di monitoraggio delle aree su cui si sono realizzati gli interventi contro il degrado urbano al fine di raccogliere informazioni sullo stato di salute degli spazi pubblici.
3. piccoli interventi, come ad esempio riparare panchine, fioriere,recupero e riuso degli elementi di arredo urbano per garantire la tutela ambientale e il risparmio energetico  che con poche risorse e grazie all’impegno civico tanto dei cittadini quanto degli stessi dipendenti pubblici, sia possibile dare il via a iniziative economicamente sostenibili per la cura della città”.

In questo momento, a causa delle pochissime risorse e la conseguente mancanza di pianificazione, molti spazi sono in sofferenza e pertanto portano i segni del degrado. Il compito delle istituzioni locali è quello di contrastare tutto ciò , cercando di attivare, insieme ai cittadini, dei modi nuovi per gestire gli spazi di quartiere.

Carlo Gibiino