Zaha Hadid , Heydar Aliyev Center, 2007

Zaha Hadid , Heydar Aliyev Center, 2007
Zaha Hadid , Heydar Aliyev Center, 2007

giovedì 28 agosto 2014

Un bar dove si respira aria pulita

Disegnato da Penda-designhouse, a Beijing, il sistema modulare è pensato per poter essere applicato ad altri bar, basandosi sull'idea di creare spazi dove poter respirare aria pulita nella zona metropolitana altamente inquinata della Cina, i progettisti hanno incorporato piante che purificano l'aria ed erbe aromatiche che si sposano con l'odore del caffè. Il bar è pensato, non solo per accogliere persone che sono alla ricerca della qualità del caffè, ma anche per godere di questa oasi verde nel cuore di una città particolarmente inquinata. I vasi in legno, sono sorretti da una struttura in acciaio, tipicamente usata nel cemento armato. I progettisti ripropongono questo concetto, saldando le barre di acciaio in cornici cubiche, creando moduli che possono essere riconfigurati per dividere gli spazi in modi differenti. Il risultato è uno spazio flessibile che separa l'area "open" del bar, dall'accogliente area relax, ed incorpora la zona dei servizi.Le piante di diverse specie (edera, vite, falangi ecc...), ognuna con modi e tempi di crescita differente, sono incoraggiate a coprire gradualmente la struttura in acciaio a griglia, la quale incorpora l'illuminazione e le mensole piene di libri. L'intonaco è lasciato grezzo e colorato di nero opaco, rifinito da divani in pelle, superfici in legno delle mensole, e altri complementi d'arredo. L'unica nota di  colore presente, è data dalle piante, e da qualche sedia di Jean Prouve, in versione rossa, sparpagliata per il locale. 










lunedì 25 agosto 2014

Ostuni: la Casa della Musica, un esempio di riqualificazione urbana


Il progetto della Casa della Musica di Ostuni (BR), degli arkitetti flore & venezia con Angelo Cariulo, è risultato vincitore nel 2014 del Premio In/Arch-ANCE Puglia nella categoria Riqualificazione Edilizia e/o Urbana. Il progetto è stato finanziato dal programma della Regione Puglia denominato Bollenti Spiriti. Si tratta di una iniziativa tendente a favorire la riappropriazione di spazi in disuso e di proprietà pubblica da parte delle nuove generazioni.Questo progetto, commissionato dal Comune di Ostuni, prevede il riutilizzo e la progettazione di una parte del convento dei frati Cappuccini che nei secoli ha ospitato il carcere e la caserma dei vigili del fuoco, fino a ridursi a mero deposito.Il progetto ha previsto la riorganizzazione urbana di un tessuto sedimentato e divenuto, a dispetto della sua collocazione urbana, marginale.

La Casa della Musica si apre alla città, non più carcere o caserma, caratterizzati da muri alti che rendevano impenetrabile lo spazio, ma perimetro e quinta di una piccola piazza, agorà, luogo di scambio per la cultura giovanile.Nella biblioteca stretta e lunga, coperta da volta a botte, vengono riaperte le bucature ad arco che negli anni, a seconda degli usi, venivano tamponate e modificate.
Si ripropone così il passo irregolare di un’architettura non progettata, auto-costruita, di un’architettura al margine, cheproprio per questo va tenuta in massima considerazione.


martedì 29 luglio 2014

In Ungheria il primo treno auto-alimentato a pannelli solari

Si chiama “Vili” ed è il primo treno alimentato direttamente a pannelli solari. Servirà una tratta turistica tra due località non distanti dalla capitale dell’Ungheria, Budapest. Con due processori di 7 Kw, Vili raggiunge i 25 km orari, necessari per portare i turisti all'interno di una riserva naturale, riducendo al minimo l’impatto ambientale. L’alimentazione del treno, interamente ideata e prodotta nella stessa Ungheria, sfrutta inoltre l’energia delle frenate. Vili non è – in un certo senso – il primo treno alimentato ad energia solare, dato che tra Amsterdam e Parigi corre il Green Train, alimentato da 16.000 pannelli solari lungo la linea ferroviaria, in grado anche di riscaldare e illuminare le stazioni. Tuttavia, Vili, è il primo treno ad auto-alimentarsi con dei pannelli solari installati direttamente sul tetto.Questo è un piccolo esempio di come la tecnica e la volontà siano in grado di fornire risposte innovative ed ecologiche allo stesso tempo. In italia ci sono migliaia di Km di linee ormai abbandonate che si potrebbero riaprire a scopo turistico, ad andamento lento, per godersi i meravigliosi paesaggi che il nostro Paese offre. "Vili" potrebbe rappresentare un nuovo e alternativo modo per utilizzare delle infrastrutture preesistenti attraverso una nuova prospettiva e promuovere il territorio in maniera "green".

lunedì 21 luglio 2014

E-qbo -Piacenza smart city il cubo tecnologico


E' stato inaugurato venerdì 20 giugno , l’e-qbo allestito in piazza Cavalli (Piacenza), dove resterà nelle prossime settimane, grazie al sostegno di sponsor privati, come simbolo di innovazione tecnologica, sostenibilità e sviluppo nell’ambito della ricerca. La struttura, un vero e proprio cubo i cui spazi interni sono fruibili e visitabili, funziona come accumulatore di energia fotovoltaica la cui forma lineare si è integrata, nei mesi scorsi, con scenari suggestivi come quello di Selinunte e ha rappresentato l’Italia al summit World Future Energy di Abu Dhabi. Progettato dall’architetto piacentino Romolo Stanco e sviluppato dalla start up T°Red in partnership con Rse (Gruppo Gse).,la piccola scatola è in grado di accumulare energia attraverso la sua "pelle" fotovoltaica e di metterla a disposizione gratuitamente alla comunità. e-QBO ha girato il mondo; Sono seguite due importanti manifestazioni internazionali (Innovation Cloud e Made Expo) e un viaggio in Sicilia, all'interno del Parco Archeologico di Selinunte in occasione di Architects meet in Selinunte, importante festival di architettura internazionale. In ultimo è volato ad Abu Dhabi per rappresentare l'Italia al World Future Energy Summit: ICE - Istituto Commercio Estero e i Ministeri degli Esteri e dello Sviluppo Economico lo hanno infatti riconosciuto quale simbolo delle attività e delle proposte per le smart city e il futuro urbano, grazie alla sua capacità di unire energia ed estro creativo.  L'energia viene sfruttata per le funzioni interne del cubo e può essere utilizzata per l'illuminazione cittadina, per connessioni wi-fi, per comunicazioni audio e video interattive, acquisizione e restituzione dati e per la ricarica di apparecchi elettronici e veicoli elettrici.



lunedì 7 luglio 2014

Grazie ai cittadini torna a nuova vita la villetta in via Ferdinando I



Negli ultimi anni l'utilizzo degli spazi pubblici è diventato una delle sfide più significative per le amministrazioni locali che, seguendo l'esempio di grandi città europee e mondiali come Barcellona, Londra e New York, si trovano a dover mediare tra gli interessi di soggetti pubblici e privati, associazioni e rappresentanze dei residenti per migliorare la qualità dei luoghi di vita urbani. Lo spazio pubblico è definibile come ogni luogo di proprietà pubblica o di uso pubblico accessibile e fruibile a tutti gratuitamente e senza scopi di lucro. In quanto dotati di specifiche caratteristiche spaziali, storiche, ambientali, sociali ed economiche, gli spazi pubblici rappresentano i luoghi della vita collettiva delle comunità e un elemento decisivo per il benessere individuale e sociale.Il Movimento Caltanissetta Libera, propone una serie di azioni volte al recupero di spazi ed aree pubbliche ormai degradate e da tempo abbandonate dalle varie Amministrazioni che si sono susseguite. Si sono già svolte le prime operazioni di cura della città, Sabato scorso un gruppo di cittadini, armati di buona volontà ed alcuni attrezzi,supportati dal comitato di quartietre e da Caltambiente, sono scesi in campo per ripulire e ridare nuova vita, ad uno spazio pubblico che era diventato esclusivamente covo di sterpaglie. Coesione sociale e interesse generale sono le parole chiave del progetto avviato dal Movimento Caltanissetta Libera per la cura degli spazi pubblici. Un grande plauso va a tutti coloro che hanno partecipato all'iniziativa e che hanno messo a disposizione il loro tempo e le le loro energie per ridare questo splendido spazio alla città.

Per garantire il pieno sviluppo del progetto,sono necessarie a mio avviso, una serie di azioni che possano supportare in maniera omogenea, il progetto:

1. istituire un Tavolo di coordinamento intersettoriale composto dai servizi dell’amministrazione comunale che interagiscono con le attività del progetto per garantirne un raccordo coerente con le attività della città. Tra le principali funzioni del Tavolo vi è quella di individuare le priorità d’azione del piano, reperire risorse e armonizzare gli interventi previsti con quelli definiti dagli altri servizi comunali ed enti.
2. un’azione di monitoraggio delle aree su cui si sono realizzati gli interventi contro il degrado urbano al fine di raccogliere informazioni sullo stato di salute degli spazi pubblici.
3. piccoli interventi, come ad esempio riparare panchine, fioriere,recupero e riuso degli elementi di arredo urbano per garantire la tutela ambientale e il risparmio energetico  che con poche risorse e grazie all’impegno civico tanto dei cittadini quanto degli stessi dipendenti pubblici, sia possibile dare il via a iniziative economicamente sostenibili per la cura della città”.

In questo momento, a causa delle pochissime risorse e la conseguente mancanza di pianificazione, molti spazi sono in sofferenza e pertanto portano i segni del degrado. Il compito delle istituzioni locali è quello di contrastare tutto ciò , cercando di attivare, insieme ai cittadini, dei modi nuovi per gestire gli spazi di quartiere.

Carlo Gibiino

mercoledì 18 giugno 2014

Finanziamenti per donne professioniste o imprese a prevalenza femminile

Firmato un protocollo d'intesa, tra i promotori il Dipartimento delle Pari opportunità e il MiSE Il Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio, il Ministero dello Sviluppo Economico, Abi, Confindustria, Confapi, Rete Imprese Italia e Alleanza della Cooperative Italiane lanciano un comunicato congiunto per annunciare un piano di interventi a sostegno dell'accesso al credito di oltre 1.400.000 PMI a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome. Verranno attivati specifici plafond bancari per nuovi investimenti e per l'avvio di nuove attività che potranno beneficiare della garanzia dello Stato.Gli enti e le associazioni autori del comunicato hanno firmato un protocollo d'intesa per lo sviluppo e la crescita dell'imprenditorialità e dell'autoimpiego femminili. Le banche che aderiranno al Protocollo, indicheranno il plafond finanziario dedicato che potrà essere utilizzato per la concessione di finanziamenti in relazione a specifiche linee di intervento: 
Investiamo nelle donne: finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell'attività di impresa ovvero della libera professione;
Donne in start-up: finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese, ovvero l'avvio della libera professione;
Donne in ripresa: finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle PMI e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

 info: sviluppoeconomico.gov.it

venerdì 23 maggio 2014

PoS professionisti: secondo il Consiglio nazionale forense non è obbligatorio

Il presidente del Consiglio nazionale forense, l'avvocato e prof. Guido Alpa scrive ai presidenti degli Ordini degli avvocati con alcune precisazioni riguardo all'obbligo «presunto» di dotarsi di PoS. Dopo aver analizzato la disposizione del decreto Sviluppo bis, il presidente afferma che l'intento della legge è quello di semplificare, ma «non stabilisce affatto che tutti i professionisti debbano dotarsi di PoS».
I contenuti della circolare:
«Come appare evidente anche a prima lettura, la previsione corrisponde a chiari intendimenti di semplificazione e non stabilisce affatto che tutti i professionisti debbano dotarsi di POS, né che tutti i pagamenti indirizzati agli avvocati dovranno essere effettuati in questo modo a partire dalla data indicata, ma solo che, nel caso il cliente voglia pagare con una carta di debito, il professionista sia tenuto ad accettare tale forma di pagamento. In altre parole, salvi i limiti vigenti nell'ordinamento (perché previsti da altre fonti; si pensi ad esempio al divieto di pagamento in contanti oltre la soglia di mille euro, previsto dalla normativa antiriciclaggio, espressamente richiamata dalla disposizione in commento; cfr. art. 49, d. lgsl. 231/2007), la volontà della parti del contratto d'opera professionale (cliente ed avvocato) resta ancora il riferimento principale per la individuazione delle forme di pagamento. Ad esempio, i clienti che sono soliti effettuare i pagamenti tramite assegno o bonifico bancario potranno continuare a farlo».«A ben vedere, dunque, la disposizione in parola introduce un onere, piuttosto che un obbligo giuridico, ed il suo campo di applicazione è necessariamente limitato ai casi nei quali saranno i clienti a richiedere all'avvocato di potersi liberare dall'obbligazione pecuniaria a proprio carico per il tramite di carta di debito. Ipotesi che, considerate le prassi in uso nei fori, per molti colleghi potrebbe anche non verificarsi mai. In ogni caso, qualora il cliente dovesse effettivamente richiedere di effettuare il pagamento tramite carta di debito, e l'avvocato ne fosse sprovvisto, si determinerebbe semplicemente la fattispecie della mora del creditore, che, come noto, non libera il debitore dall'obbligazione. Nessuna sanzione è infatti prevista in caso di rifiuto di accettare il pagamento tramite carta di debito».