martedì 3 maggio 2016

Materassi Usati? In Francia Diventano Materie Prime per l’Edilizia

Anche i materassi non più adatti al nostro riposo possono tornare utili in edilizia. Questa è la notizia che arriva dalla Francia. I vecchi materassi logori e sfondati sono da sempre l’elemento che identifica i quartieri degradati, probabilmente perché rappresentano appieno il messaggio di abbandono e precarietà dei senzatetto. Sia che si tratti di grandi città o di piccoli centri, il problema è sempre il solito: smaltirli. Spesso i materassi usati vengono lasciati con indifferenza a fianco ai cassonetti con la vana speranza che gli operatori ecologici li portino via. Trattandosi però di un rifiuto ingombrante la cosa auspicabile da fare sarebbe quella di portarlo presso una delle tante isole ecologiche (centri per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti presenti in molti centri urbani) o di contattare l’azienda che si occupa della raccolta rifiuti per prenotare un ritiro a domicilio. In genere lo smaltimento avviene così: raccolti e accumulati, i materassi subiscono una riduzione volumetrica. Successivamente viene rimossa la parte ferrosa (le molle nelle versione più datata) che viene poi riciclata, mentre il materiale rimanente viene smaltito con l’indifferenziato.

L’Innovazione nello Smaltimento dei Materassi Usati
Dalla Francia però arriva la novità per quanto riguarda lo smaltimento dei materassi usati ed il riuso delle loro parti. L’innovativa filiera consente di estrarre materie prime seconde. La parte tessile, il feltro e il latex vengono trasformati in isolanti termici utilizzati nell’edilizia e nell’industria automobilistica e in piccola percentuale anche in tatami per le palestre. Le molle d’acciaio serviranno per strumenti, automobili e materiali da costruzione. Le fibre di cotone utili per filtri per olio, imbottiture e zerbini. Un’ottima alternativa allo smaltimento, soprattutto considerando che molti dei materiali di cui sono composti i materassi – soprattutto quelli moderni costituiti da fibra artificiali – possono permanere per decine e decine di anni nell’ambiente, mentre se opportunamente riciclati contribuirebbero alla riduzione dei materiali che finiscono in discarica. Il rendimento per adesso è del 92% dei materiali recuperati dai materassi raccolti. Se pensiamo che in Francia ogni anno sono circa 5 milioni i vecchi materassi che di norma vengono buttati in discarica, inceneriti o abbandonati nell’ambiente (visto che in natura non si decompongono) il poterli riciclare è davvero un grosso aiuto all’ambiente! L’azienda promotrice e leader di questo settore del riciclo è la Recyc Matelas Europe, fondata da Franck Berrebi presso Limay, piccolo comune del dipartimento degli Yvelines nella regione dell’Île-de-France.

I “Numeri” del Riciclo dei Materassi
Al momento si contano ogni mese circa 13.000 materassi, nello stabilimento francese, a cui si aggiungono le migliaia lavorate in quello inaugurato a fine 2012 a Montagne-sur-Sèvre, in Vandea. L’impresa ha le proprie radici in Canada, dove Eric Castro e Pascal Cohen hanno creato nel 2007 a Montreal, in Quebec, il primo stabilimento, a cui si sono aggiunti quelli in Florida – con il nome di Recyc-Carpets – , e quello francese che ha fatto il boom di materassi riciclati. C’è poi chi come la catena di alberghi Hilton Wordlwide si dedica alla green economy e qualche anno fa ha deciso di iniziare un programma di riciclo dei materassi usati nelle proprie strutture e destinati alle discariche: è il progetto chiamato Mattress Recycling Program.

martedì 12 aprile 2016

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Conto Termico 2.0

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.51 del 2 marzo 2016, il DM 16/2/2016 relativo al nuovo Conto Termico. Il cosiddetto CT 2.0. regola l'"Aggiornamento della disciplina per l'incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili".  Sarà operativo a partire dal 31 maggio 2016.  Tante le novità introdotte, tra le quali l’ampliamento degli interventi di efficienza energetica incentivabili, la semplificazione delle modalità di accesso e l'innalzamento della soglia per l'erogazione con rata unica. A breve una pagina web dedicata al Conto Termico 2.0. sarà disponibile sul sito internet www.gse.it. Il nuovo meccanismo aggiunge, per le sole pubbliche amministrazioni, 3 nuovi interventi: trasformazione in “edifici a energia quasi zero” (NZEB) sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con dispositivi efficienti installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici degli edifici (building automation), di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.Come nel Conto Termico del 2012, attualmente in vigore, restano incentivabili solo per le pubbliche amministrazioni gli interventi di:

isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato
sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato
sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con caldaie a condensazione
installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione di Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili non trasportabili.

Restano gli stessi gli interventi di piccole dimensioni incentivabili anche per i privati: sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore.

Novità nuovo Conto il fatto che per la produzione di energia termica da rinnovabili la taglia massima degli impianti passa da 1 MW a 2 MW.

Qui il vademecum

venerdì 8 aprile 2016

JENNIFER SIEGAL VINCE L’ARCVISION PRIZE – WOMEN AND ARCHITECTURE

È Jennifer Siegal la vincitrice della quarta edizione dell’arcVision Prize – Women and Architecture, premio internazionale di architettura al femminile istituito da Italcementi. Il premio è stato assegnato all’unanimità dalla giuria, che l’ha definita “una pioniera coraggiosa nella ricerca e sviluppo di sistemi costruttivi prefabbricati, a prezzi contenuti per utenti e aree di intervento disagiati, in grado di ideare e costruire soluzioni efficaci e pratiche e un nuovo linguaggio per una tipologia abitativa mobile e a basso costo”.L’assegnazione del Premio è avvenuta presso il Teatro dell’Arte della Triennale di Milano, in occasione del ritorno della XXI Esposizione Internazionale della Triennale, per sottolineare il legame tra arcVision, la rivista del Gruppo Italcementi e il mondo internazionale dell’architettura. La progettista americana, nata nel 1965, è stata scelta dopo due giorni di lavori e confronto dalla Giuria composta anche quest’anno da professioniste di eccellenza sia in ambito architettonico che socio-economico: Shaikha Al Maskari, Vera Baboun, Odile Decq, Yvonne Farrell, Daniela Hamaui, Louisa Hutton, Suhasini Mani Ratnam, Samia Nkrumah, Benedetta Tagliabue, Martha Thorne. La Giuria, coordinata nel corso delle sessioni di lavoro da Stefano Casciani, direttore scientifico del premio, ha inoltre assegnato menzioni d’onore a Pat Hanson (Canada), Elisa Valero Ramos (Spagna) e Cazú Zegers (Cile). Giunto alla quarta edizione, arcVision Prize conferma la propria unicità nel panorama globale.Un importante risultato per Italcementi, ma soprattutto il segno di un progetto positivo e sostenibile, che riafferma la centralità della persona, il valore del talento, le possibilità dell’innovazione intesa come punto di equilibrio tra sviluppo tecnologico e rispetto per il territorio.




giovedì 31 marzo 2016

E' morta Zaha Hadid


Si è improvvisamente spenta a Miami per una crisi cardiaca l’architetto britannico di origine irachena famosa in tutto il mondo. Era ricoverata in ospedale per una bronchite. Zaha Hadid, che in Italia oggi ricordiamo per il museo Maxxi di Roma e per le abitazione sull’area della ex Fiera Campionaria a Milano, è morta per un attacco cardiaco, in seguito a una bronchite, nell’ospedale di Miami. E’ stata la prima donna a ricevere i tre principali riconoscimenti del mondo dell’architettura: il Pritzker nel 2004, lo Stirling e la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects (RIBA). Nel 2010 “Time” l’aveva inclusa nelle 100 personalità più influenti del mondo: davvero un’eccezione per una progettista. Era nata a Baghdad, in Iraq, da una famiglia benestante e, come ricordava, “cresciuta in uno dei pochi edifici in stile Bauhaus della città”. Studiò a Beirut poi si trasferì a Londra (divenendo cittadina britannica) dove conobbe Bernard Tschumi e Rem Koolhaas, nel cui Office for Metropolitan Architecture (OMA) iniziò a lavorare e divenne socia dal ’77, prima di fondare nel 1980 un suo studio (che ha raggiunto i 250 dipendenti).

sabato 12 marzo 2016

Riforma della SCIA le novità della riforma approvate alla Camera


Via libera dalla Camera, con modifiche, al disegno di legge Madia di riforma della Pubblica amministrazione.Il provvedimento, che torna ora all'esame del Senato, contiene prevalentemente deleghe legislative - da esercitare in gran parte nei dodici mesi successivi all'approvazione della legge - che investono, tra l'altro, la conferenza di servizi, la segnalazione certificata inizio attività (Scia) e il silenzio-assenso tra amministrazioni pubbliche.  
SCIA Per quanto riguarda l'avvio dell'attività sulla base di una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), il disegno di legge interviene in materia di autotutela amministrativa, delimitando i poteri dell'amministrazione nei confronti dei privati. Il Governo viene delegato ad operare una ricognizione dei procedimenti oggetto di SCIA, di silenzio assenso, di autorizzazione espressa dell'amministrazione, e di comunicazione preventiva del privato, i cui ambiti di applicazione risultano incerti, ed a dettare una disciplina generale delle attività non soggette ad autorizzazione preventiva espressa. Lo schema di DLgs prevede la predisposizione di moduli unificati e standardizzati per ogni procedimento. Si tratta di un passo in realtà in parte già compiuto. La messa a punto della modulistica semplificata continua infatti il suo corso. Si lavora al Regolamento edilizio unico in sostituzione degli oltre 8mila regolamenti in vigore attualmente.Lo schema di decretoesaminato dalle Regioni prevede che le PA pubblichino i moduli unificati sui loro siti istituzionali, indicando anche lo sportello unico al quale presentare le istanze, le segnalazioni e le comunicazioni. Lo sportello unico potrà avere anche più sedi, ma solo se la loro moltiplicazione è finalizzata a garantire una diffusione di punti d'accesso sul territorio. Alla presentazione dell'istanza sarà rilasciata una ricevuta, ma che non costituirà «condizione di efficacia della SCIA», si legge all'articolo 2 del testo. Per le PA inadempienti sul fronte della pubblicazione della documentazione sui loro siti è prevista l'adozione di misure sostitutive da parte delle Regioni, che possono muoversi anche su segnalazione del cittadino. E per i responsabili degli enti che non provvederanno a pubblicare informazioni e documentazione, così come richiesto dal provvedimento, sono previste sanzioni disciplinari, in particolare una sospensione da tre giorni a sei mesi.
SILENZIO ASSENSO Nella legge sulla disciplina generale del procedimento amministrativo (legge n. 241 del 1990) viene introdotto il nuovo istituto generale del silenzio assenso tra amministrazioni pubbliche e tra amministrazione pubbliche e gestori di pubblici servizi. Esso trova applicazione nelle ipotesi in cui per l'adozione di provvedimenti normativi o amministrativi sia prevista l'acquisizione di assensi, concerti o nulla osta di competenza di altre amministrazioni pubbliche ovvero di gestori di beni e/o servizi pubblici. Questi ultimi sono tenuti a comunicare le rispettive decisioni all'amministrazione proponente entro 30 giorni (suscettibili di interruzione per una sola volta), decorsi inutilmente i quali, l'assenso, il concerto o il nulla osta s'intende acquisito. È fissato invece a 90 giorni il tempo richiesto per far scattare il silenzio-assenso tra amministrazioni pubbliche sulle materie relative ai beni culturali, alla tutela ambientale, paesaggistica e territoriale e alla salute dei cittadini.«Per evitare disarmonie» le Regioni propongono di inserire le novità sulla SCIA andando a modificare l'articolo 19 della legge 241/90, introdotto dalla legge 122/2010. Si tratterebbe di riformare la segnalazione certificata andando a modificare la legge esistente anziché creare un provvedimento da zero ed avere quindi più riferimenti normativi. Si chiede, inoltre, un'azione che si attendeva già dalla nascita della SCIA nel 2010, ossia di coordinare le novità con il testo unico edilizia (Dpr 380/2001) e con il Dpr 160 del 2010 che ha riformato il funzionamento dello sportello unico per le attività produttive.

mercoledì 9 marzo 2016

Nuovo Codice Appalti: cauzione del 2%

Nel Nuovo Codice Appalti i piccoli professionisti potrebbero rimanere fuori dalle gare di progettazione: una norma del Codice Appalti non conferma le regole speciali che oggi esistono per i progettisti. Gli affibbia, così, l’obbligo di portare una garanzia del 2% a corredo delle offerte per coprire gli errori tecnici di progettazione. Nel vecchio Codice i servizi di progettazione venivano esclusi dall’obbligo di versare la cauzione.L’articolo 93 del Nuovo Codice Appalti detta regole sulle garanzie per la partecipazione alle procedure di gara: tra queste c’è la cauzione, la garanzia provvisoria pari al 2% del prezzo del bando. La reintroduzione della cauzione rischia di essere un duro colpo, non tanto per le società quanto per i soggetti più piccoli.
Non si è parlato poi del problema dei requisiti per l’accesso alle gare di progettazione. Dubbio: il nuovo Codice Appalti ripropone un assetto in cui i piccoli professionisti hanno difficoltà ad accedere ai bandi? L’articolo 24 comma 8 affronta il tema e ricopia alla lettera la definizione del vecchio Codice per quanto riguarda i parametri: il ministro della Giustizia approva «le tabelle dei corrispettivi per le attività di progettazione», sulla base del principio che «possono essere utilizzati dalle stazioni appaltanti, ove motivatamente ritenuti adeguati, quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo da porre a base dell’affidamento». Quindi, si lascia una semplice facoltà, non un obbligo. 
Secondo punto, la concorrenza: il Nuovo Codice Appalti alza da 40 a 150mila euro il tetto per la trattativa privata nei servizi di progettazione, riducendo da 5 a 3 il numero di operatori da sentire.Gli operatori andranno individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi, “nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti”. Il 45% (in valore) del mercato attuale degli affidamenti di progettazioni sarà sottratto a una vera concorrenza.
Terzo punto: servirebbero chiarimenti sull’appalto integrato. Il Codice vieta l’affidamento contemporaneo di lavori e progettazione, anche se non blinda in maniera sufficiente la relativa disciplina. Sull’appalto integrato la delega imponeva di limitarne il ricorso, tenendo conto in particolare del contenuto innovativo o tecnologico delle opere, della concessione in rapporto al valore complessivo dei lavori. Nel nuovo Codice Appalti non vengono riprodotte le previsioni della delega, con il riferimento ai contenuti tecnologici delle opere, ma all’articolo 23 si dice che «ove non diversamente previsto dal presente codice, gli appalti relativi ai lavori sono affidati ponendo a base di gara il progetto esecutivo». Il testo attuale del Codice prevede un numero limitato di eccezioni, come quelle sul contraente generale e sul project financing a doppia fase: lasciando una clausola generale aperta a possibili eccezioni, l’assetto potrebbe diventare troppo permissivo.